
di Silvio Donà
Leone editore - 176 pagine - 15 Euro - Acquista
Angelo fa il cercatore, e lo fa molto bene: il cercatore di libri, per la precisione.
Essere bravi è un requisito indispensabile, se non sei utile ti ammazzano.
Si dice che in passato non fosse così. Pare che prima la gente vivesse in superficie, e che ci fosse la luce del sole e un mondo ordinato, ma è difficile da credere ora, in questo labirinto buio e umido a mille metri sotto il suolo, dove la città appartiene a un uomo solo e non c'è niente fra te e la violenza, o la morte, se non quello che sei capace di metterci tu stesso.
In una delle sue scorrerie per cercare queste testimonianze del mondo com'era trova un ragazzino che vive come un cane randagio, e come un cane quello prima impara a rispettarlo, poi forse anche a volergli bene.
Quando vivi in un inferno, puoi solo sforzarti di trovare un po' di equilibrio, inventarti qualche stratagemma perché la tua sembri una vita passabile: e se ci riesci, la cosa peggiore che può capitarti è la speranza.
Ed è appunto questo il guaio che capiterà ad Angelo, che turberà quello straccio di pace che si era costruito, proprio nel momento peggiore, quando l'affetto l'ha reso ormai vulnerabile... un'assurda, splendida, pericolosa speranza.
Quando ho letto in quarta di copertina che il protagonista avrebbe "incontarto l'amore di una donna" mi sono spaventata, lo confesso, ho temuto il peggio.
Timore inutile: quella parte della storia si mantiene, come ogni altro elemento, asciutto, funzionale ed equilibrato.
Questo mi ha colpito in effetti, il linguaggio asciutto e l'equilibrio: non c'è compiacimento, non c'è mai indugio o insicurezza, si susseguono i fatti più che le parole una pagina dopo l'altra: in altir libri mi è capitato di intuire qualche fatto che l'autore voleva invece custodire gelosamente fino alla "rivelazione", puntualmente deludente: qui questo non succede, intuiamo noi contemporaneamente al narratore, siamo con lui a vivere la storia. Particolarmente apprezzabile il fatto che Donà sa evidentemente dove vuole andare a parare, e lì arriva, senza perdere tempo.
Un piccolo grande libro.