Due concorsi interessanti

by Michela 27. maggio 2013 22.57

Fra le varie newsletter che ho sottoscritto (e che di solito cestino allegramente senza leggerle, meno male che stasera non l'ho fatto), ce n'è qualcuna di concorsi letterari in cui ho trovato delle segnalazioni degna di nota.

Mondadori ChrysalideLa prima riguarda il concorso Racconti Chrysalide, per la collana Mondadori dedicata a fantasy e fantascienza: questa è particolarmente ghiotta perché un racconto di 30.000 caratteri entro il 1 agosto si può fare, c'è tutto il tempo di lasciarlo lì a decantare e rivederlo a mente fredda dopo qualche settimana. I cinque vincitori saranno annunciati durante il Lucca Comics di quest'anno, e i racconti verranno pubblicati in un'antologia in formato digitale.

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La seconda segnalazione, molto attraente se invece punti sul romanzo, è quella del premio di narrativa inedita Henry Miller di Mezzotints Ebook. Il concorso è destinato a opere fra i 200.000 e i 350.000 caratteri, e c'è tempo fino alla metà di dicembre per inviarle; il vincitore riceverà una proposta di pubblicazione, mentre agli altri due finalisti saranno consegnati buoni per l'acquisto di dieci pubblicazioni dal catalogo di Mezzotints. Tra l'altro, appunto scorrendo il catalogo, ho visto che oltre all'eBook per alcune opere è disponibile anche il formato audiobook in MP3: è un'area di pubblicazione molto interessante, che in Italia non è stata esplorata quasi per niente. Una novità da tenere d'occhio.

La storia di un pazzo

by Michela 20. luglio 2012 03.14

copertinadi John Katzenbach

Oscar Mondadori - 546 pagine - 9,40 Euro


Questo libro è una storia di porte, di limiti, di “fuori” e di “dentro”. Viene etichettato come thriller, perché c'è un assassino da trovare, un detective, delle ricerche: ma alla fine la domanda non è chi ha ucciso l'infermiera, alla fine non ti importa proprio niente di chi ha ucciso Short Blond. Quello che ti chiedi per tutto il libro è: come ha fatto quello scricciolo di C-Bird a guadagnarsi una porta, e il diritto di chiuderla?


C-Bird è il soprannome di Francis al Western State Hospital. Il Western State può essere chiamato in molti modi, alcuni più gentili di altri, ma noi possiamo chiamarlo col suo nome: un manicomio, per l'appunto. Il libro si apre presentandoci Francis vent'anni dopo. I manicomi sono ormai chiusi, e lui ha una vita, piccola e miserabile ma pur sempre una vita: ha un lavoro procurato dallo Stato (deve contare i salmoni che risalgono il fiume nella stagione della riproduzione), e un piccolo appartamento. Un posto con una porta.


Non è solo, Francis: le sue sorelle gli gestiscono le medicine, il medico che lo segue viene a domandargli spiegazioni se salta una visita, il vicino di casa si preoccupa che abbia da mangiare. Quando, per poter scrivere la sua storia, chiude la porta, tutte queste persone si presentano all'uscio pretendendo che apra. Ma lui non lo fa.

In vent'anni, tanto il tempo che lo separa da “quel” passato, a chi fra queste persone avrebbe potuto raccontare quello che era successo veramente? È sulle pareti del suo appartamento che scrive quello che si era tenuto dentro per tanto tempo. Non potrebbe scriverlo da nessun'altra parte.


Prosegue...

Quando dio era un coniglio

by Michela 29. aprile 2012 11.35

di Sara Winman

Mondadori - 337 pagine - 17,50 Euro

Un applauso al genio che ha pensato bene di scrivere nel risvolto di copertina una cosa che, in un libro di 337 pagine, succede a pagina 300.

A parte questo, il libro non è straordinario, ma si legge facilmente, senza lasciare grandi segni. C'è Elly, la protagonista, che racconta in prima persona i suoi anni e i fatti della sua vita, e le persone che la popolano: persone che sembrano straordinarie, viste con gli occhi di una ragazzina, ma quando si cresce scopre che invece erano straordinarie per davvero.

E nella prima parte del libro ci sono gli avvenimenti grandi e piccoli, le cose che Elly e suo fratello e i loro amici fanno e quelle che capitano loro addosso mentre vivono la vita che i gli adulti gli costruiscono intorno.

Questi avvenimenti non sono straordinari né sono raccontati con una forza tale da giustificare un romanzo: si tratta di una preparazione per quello che poi rimarrà davvero e darà senso al libro, la parte in cui i protagonisti ormai adulti rischiano di perdere il senso di sé e di quello che sono, e come invece riescono a tenere tutto insieme.

La loro forza, quello che li fa restare in piedi, è rivedere la propria storia in quella degli altri: i momenti segreti vissuti insieme da bambini, custoditi come un tesoro, mai rivelati a nessuno, e tirati fuori a distanza di vent'anni per ricordare chi sono davvero e come lo sono diventati.

E soprattutto, poter condividere quei momenti con chi c'era e li ha visti allo stesso modo: suo fratello Joe, Charlie, l'amica Jenny Penny, bambini quando Elly era bambina e adulti ora con lei. Rivedere le stesse cose e scoprire che hanno lo stesso valore e lo stesso significato per qualcun altro è una fonte di forza che sanno usare per resistere e rimanere se stessi di fronte al peggio, e non farsene schiacciare.

Non ci sono solo le arance

by Michela 22. gennaio 2012 11.03

copertinadi Jeannette Winterson

Mondadori - 207 pagine - 9,50 euro - Acquista


Fantastico. Questo libretto con la copertina arancione, e una ragazza tanto vera che sembra finta in copertina e come protagonista, si merita tutto il meglio che se ne possa dire. Intelligentissimo, ironico, perfido, dolce, saggio di quella saggezza istintiva e profondissima che nessun ragazzino dovrebbe possedere, perché creata da dolori tanto grandi che basterebbero per una vita.

Prosegue...


I libri veri, come le persone vere, li riconosciamo senza sbagliare: ciascuno risponde in modo diverso a una fame che la gente si porta dentro, che non uccide come la fame del corpo, ma di sicuro indebolisce gli uomini e li peggiora. Ecco, se hai fame... volevo scrivere il menu.


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