Due concorsi interessanti

by Michela 27. maggio 2013 22.57

Fra le varie newsletter che ho sottoscritto (e che di solito cestino allegramente senza leggerle, meno male che stasera non l'ho fatto), ce n'è qualcuna di concorsi letterari in cui ho trovato delle segnalazioni degna di nota.

Mondadori ChrysalideLa prima riguarda il concorso Racconti Chrysalide, per la collana Mondadori dedicata a fantasy e fantascienza: questa è particolarmente ghiotta perché un racconto di 30.000 caratteri entro il 1 agosto si può fare, c'è tutto il tempo di lasciarlo lì a decantare e rivederlo a mente fredda dopo qualche settimana. I cinque vincitori saranno annunciati durante il Lucca Comics di quest'anno, e i racconti verranno pubblicati in un'antologia in formato digitale.

Banner Mezzotints

La seconda segnalazione, molto attraente se invece punti sul romanzo, è quella del premio di narrativa inedita Henry Miller di Mezzotints Ebook. Il concorso è destinato a opere fra i 200.000 e i 350.000 caratteri, e c'è tempo fino alla metà di dicembre per inviarle; il vincitore riceverà una proposta di pubblicazione, mentre agli altri due finalisti saranno consegnati buoni per l'acquisto di dieci pubblicazioni dal catalogo di Mezzotints. Tra l'altro, appunto scorrendo il catalogo, ho visto che oltre all'eBook per alcune opere è disponibile anche il formato audiobook in MP3: è un'area di pubblicazione molto interessante, che in Italia non è stata esplorata quasi per niente. Una novità da tenere d'occhio.

Gli autori preferiti di Ferruccio

by Michela 25. febbraio 2012 10.44

Ottima notizia! Torna il concorso di Ferruccio "Dedica un racconto al tuo autore preferito".

Cito dal post originale: "Bisogna scrivere un racconto di qualsiasi genere: horror, fantascienza, satira… una storia d’amore, ciò che vi viene meglio insomma. Scrivetelo con lo stile e con la forma che più vi aggrada. Quel che conta è che contenga il cognome del dell'autore che avete scelto".

Tutti i dettagli nel suo blog.

L'ULTIMA LACRIMA

by Michela 30. dicembre 2011 08.00
di Stefano Benni

Universale Economica Feltrinelli -  7,50 Euro - Acquista

Libro di brevi e brevissimi racconti (uno di "ben" sette righe) di rara intelligenza.
Ecco come dovrebbero essere tutti i racconti: brevi e totali come un brivido, o un sorriso.

Ti è mai capitato di sentirti come se fossi appena stato dissotterrato da un gruppo di archeologi e tornato in circolazione diritto diritto dal pleistocene, o semplicemente come se fossi nato con un disorientamento congenito?

Prosegue...

BUZZATI E LA PORTA APERTA - a cosa serve capire un libro.

by Michela 22. agosto 2011 02.08

quadro di buzzatiTempo fa, parlando di Dino Buzzati, ho detto qualcosa come "non l'ho più letto, perché trovo la sua scrittura un po' pesante": il mio interlocutore è stato troppo educato per rispondere, ma il suo silenzio era molto eloquente, credo che volesse ritirarmi la patente di lettura per un mese.

Da ragazzina mi è stato spiegato come occorra calare arte e letteratura nel loro contesto per capirle; mi sono sempre ribellata a questa idea, al di fuori dell'ambito della necessità accademica. Per esempio Poe dovrebbe suscitare orrore, ma per provare quell'orrore devo sforzarmi di pensare come una persona dell'ottocento. Se capire certe letture è tanto poco immediato, a che cosa servono nella vita di qui e adesso?

Stamani acoltando la radio in macchina mi sono imbattuta in una trasmissione in cui veniva spiegato il fantastico nella lettratura, in particolare il "fantastico quotidiano" partendo proprio dal racconto "Sette piani" di Buzzati: l'ho ascoltata con gran piacere e devo dire che l'intera questione ora mi sembra molto diversa.

Per fantastico quotidiano si intende una forma di narrativa in cui l'elemento fantastico non è una creatura estranea (morti, vampiri, elfi), e lo stupore non è generato da una storia straordinaria: tutto rimane saldamente entro i confini della quotidianità, in cui si verificano storie assurde che, paradossalmente, vengono accettate dai personaggi senza stupore alcuno. Per esempio, ne "La metamorfosi" di Kafka il povero Gregor Samsa si ritrova trasformato in uno scarafaggio: questo fatto causa ira, imbarazzo, disgusto, ma nessuno se ne meraviglia.

Prosegue...


I libri veri, come le persone vere, li riconosciamo senza sbagliare: ciascuno risponde in modo diverso a una fame che la gente si porta dentro, che non uccide come la fame del corpo, ma di sicuro indebolisce gli uomini e li peggiora. Ecco, se hai fame... volevo scrivere il menu.


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