by Michela
13. febbraio 2012 08.00

Nelle grandi librerie si trova un po' di tutto, diviso con ordine nelle varie sezioni. Lo scaffale dei thriller sta al centro, accanto ci sono i romanzi, in fondo trovi arte e fotografia e dall'altro lato la saggistica: se sei proprio fortunato, accanto alle casse gli usati e gli scontati, un libro insolito o fuori edizione mai non sia.

Per quelli ti serve una libreria piccola, che di solito è ben specializzata: la ragazza che vende gialli sta in quella via sotto il centro, il tizio dei fumetti un po' fuori in periferia e la libreria d'arte di sicuro da qualche parte c'è.

Se poi capiti in un posto in cui libri molto diversi stanno vicini sembra che siano stati buttati, anziché sistemati, su uno scaffale. È un'impressione vaga e non l'avevo mai messa a fuoco prima di entrare qui: perché qui le cose stanno diversamente.
Prosegue...
by Michela
18. gennaio 2012 08.00
Ne ho sentito parlare per radio definendola "un'iniziativa controversa", ho controllato un po' in rete e in effetti ho trovato non poche critiche.
Non sono riuscita a capire cosa ci sia di sbagliato.
L'idea è questa: a Milano, una libreria dedicata agli editori indipendenti piccoli e medi, rigorosamente italiani.
Km zero perché si taglia sui costi di distribuzione, polemiche perché l'editore pagherà il proprio spazio, un metro di scaffale costerà 800 euro più IVA per trenta mesi (non sono nemmeno 30 euro al mese). Il pagamento non è un affitto, ma un una tantum per facilitare l'avvio della struttura, che offrirà anche eBook, computer, aree di lettura, connettività WiFi e libri in affitto.
Articolo di Repubblica del 17 Gennaio 2012
Che cosa c'è di immorale? Nessuno grida allo scandalo se un editore che se lo può permettere apre un intero negozio col proprio marchio (vedi Mondadori, Feltrinelli e chi per loro).
A me sembra un'ottima idea, offre spazio a chi non potrebbe averlo dversamente. Mi sono persa qualcosa?
by Michela
6. dicembre 2011 22.13
A volte quando esco tardi e trovo tutto chiuso vado allo Zio d'America, un alimentari e gastronomia aperto fino alle 10 di sera ogni singolo giorno compresi Natale, capodanno ferragosto e Pasqua. A Roma lo conoscono quasi tutti. A venti metri da lì, lungo la discesa, c'è questa libreria.
Si chiama Libreria Aiace, è stata la prima con cui ho fatto conoscenza qua a Roma, e mi dà un senso di libertà che non tutte le librerie riescono a dare. I proprietari sono cortesi, silenziosi e sanno tutto di tutto sui libri: io non ho mai parlato con loro, ma spesso mi sono fermata ad ascoltare, facendo finta di guardare i libri, mentre loro parlavano con altri clienti. Sono sempre rimasta stupita dalla loro conoscenza del libro come oggetto (rilegatura, edizioni, reperibilità) e come contenuti. Puoi starli a sentire per ore quando discutono di futurismo o di Hemingway, ma non lo fanno spesso. Sono persone molto silenziose. Prosegue...
by Michela
11. settembre 2011 19.28
A Perugia mancano tante cose, lo devo ammettere: quello che proprio non manca sono le librerie. Abbiamo tutti i gusti di libreria che puoi pensare: una Feltrinelli bellissima al centro, un paio di Mondadori (niente di che, tengono sempre la musica a palla) e una miriade di librerie grandi e piccole, dell'usato, di fumetti, di magia e occultismo, tutto quello che ti viene in mente. Ieri sera sono stata alla Libreria Grande, dove vado quasi ogni settimana anche solo a fare un giro. Sono sempre avanti: è bellissima come ambiente, poltrone e tavolini per leggere quanto ti pare, e se a Perugia succede qualcosa di speciale dal punto di vista dei libri, puoi star certo che l'hanno fatto loro: sono stati i primi a fare qualche presentazione con gli autori (da noi è una stranezza esotica, eh), e una sera hanno portato un pianoforte nella libreria, e mentre sceglievamo i libri c'era un pianista che suonava là, non so chi fosse, ma era una cosa fantastica.
I
eri sera c'è stata la presentazione di "Eldorado", l'ultimo libro di Vladimir Luxuria. Eravamo una settantina di persone, per Perugia è una folla: Luxuria ha parlato del libro, ha raccontato qualche aneddoto, ha letto una pagina (appena riesco metto il video), poi si è messa a parlare dell'omosessualità in generale e di come sia complicato certe volte poter fare anche le cose più semplici, come uscire a cena o a fare una passeggiata, e di come la gente non si faccia mai gli affari propri, anche se l'ha detto in termini molto più eleganti.
Prosegue...