by Michela
6. dicembre 2011 22.13
A volte quando esco tardi e trovo tutto chiuso vado allo Zio d'America, un alimentari e gastronomia aperto fino alle 10 di sera ogni singolo giorno compresi Natale, capodanno ferragosto e Pasqua. A Roma lo conoscono quasi tutti. A venti metri da lì, lungo la discesa, c'è questa libreria.
Si chiama Libreria Aiace, è stata la prima con cui ho fatto conoscenza qua a Roma, e mi dà un senso di libertà che non tutte le librerie riescono a dare. I proprietari sono cortesi, silenziosi e sanno tutto di tutto sui libri: io non ho mai parlato con loro, ma spesso mi sono fermata ad ascoltare, facendo finta di guardare i libri, mentre loro parlavano con altri clienti. Sono sempre rimasta stupita dalla loro conoscenza del libro come oggetto (rilegatura, edizioni, reperibilità) e come contenuti. Puoi starli a sentire per ore quando discutono di futurismo o di Hemingway, ma non lo fanno spesso. Sono persone molto silenziose. Prosegue...
by Michela
5. dicembre 2011 21.04
Nick chiama, non si può non rispondere :)
Sette domande che riguardano il blog, e magari sono utili anche a me per pensare a cosa far meglio.
1) IL POST IL CUI SUCCESSO MI HA SORPRESO MAGGIORMENTE.
Quello sul blocco del lettore, quel periodo in cui non riesci a leggere niente. Mi arrivano moltissimi (per la mia media) visitatori da Google cercando questo argomento.
2) IL MIO POST PIU' POPOLARE.
Oddio, difficile da individuare. Il post che attrae più visitatori è quello su Eragon.
3) IL MIO POST PIU' CONTROVERSO.
Qui mi sono divertita :)
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by Michela
9. agosto 2011 23.58
Le cavie peruviane, o porcellini d'India, quando sono felici lo dimostrano facendo popcorning: iniziano a saltare a pié pari sulle quattro zampe, saltano per tutta la gabbia, e intanto che saltano gridano: PUII PUII PUIII PUIPUIPUIPUIII!
Più o meno è quel che ho fatto io stamani alle undici, quando un SMS di un amico mi ha avvisato che un microraccontino che avevo mandato per i corti è stato scelto garantendo pubblicazione e accesso alla finale. Dato che ero a metà mattinata lavorativa e non avevo gran libertà di movimento ho imboccato di corsa l'uscita di sicurezza (quella con scritto "WC" sulla porta, per intenderci) e lì dentro ho esultato in silenzio per diversi minuti, dando prova di scarsissima classe ma enorme entusiasmo. Ho aspettato poi l'ora di pranzo per potermi attaccare a Internet e vedere coi miei occhi.
In quei cinque minuti mi sono sentita assolutamente felice: lo sono ancora, me ne andrò in giro con un sorriso idiota in faccia per tutta la settimana, ma quei cinque minuti in bagno appena dopo l'SMS non c'era proprio posto per altro in testa, solo la felicità, che ho capito perché le cavie fanno popcorning, se no scoppiano!
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by Michela
1. agosto 2011 22.35
Abito a Roma, e per tanti aspetti preferirei di no: però certe volte saltano fuori cose che solo qui si trovano.
Stasera tornando dal lavoro ho sentito per radio che al MACRO (museo d'arte contemporanea) c'è un'installazione che sembra interessante. All'ultimo piano, sul terrazzo, c'è la riproduzione di un giardinetto come quello attorno alla casa di Paperino o di Truman (nel Truman Show), con lo steccato bianco intorno, l'erba curata, e in fondo c'è una panchina bianca.
Prosegue...