VITA DA SCRITTORE - Due chiacchiere con Andrea Viscusi

by Michela 6. settembre 2011 15.00

Scrittori non si nasce, lo si diventa, con impegno e disciplina. Scrittore dell'anno no invece, non puoi diventarlo: quello è il posto di Andrea Viscusi, ti tocca riprovarci l'anno prossimo e sperare che lui si sia preso una vacanza. Questo risultato è arrivato alla fine di mesi di impegno, scrittura, collaborazione, studio, miglioramento graduale e costante e tanta fatica.

Ero curiosa in merito ai dettagli: e dal momento che forse non sono la sola, le sue risposte le pubblico qui.

Di che anno sei (maledetto harrypotter della tastiera)?

Sono dell'86... però novembre, quindi più vicino all'87.

Come hai pensato, all'inizio, di provare a scrivere?

I miei esordi con la scrittura sono abbastanza remoti, mi ricordo che già a scuola quando la prof ci dava da fare un tema lo interpretavo a modo mio per tirarne fuori una specie di racconto (intorno agli 11-12 anni ho scritto una specie di "opera giovanile", un romanzo similfantasy di cui ora mi vergogno terribilmente). L'applicazione più seria con la scrittura risale a pochi anni fa (diciamo il 2008), quando ho iniziato a dedicarmi sistematicamente a racconti e concorsi. In tutti i casi penso che la mia scrittura sia una sublimazione della passione per la lettura: leggo così tanto che in qualche modo devo sfogare la mia voglia di dire qualcosa io stesso, suggerire idee e indurre suggestioni.

Scrivere è sempre facile, sempre un piacere, o a volte devi applicare disciplina per farlo?

No, non è sempre facile scrivere, anzi: lo considero il mio vero lavoro, perché è l'attività in cui impegno davvero le mie risorse di tempo e concentrazione. Non sono uno che scrive di getto (e diffido di chi dice di agire così): le idee possono essere improvvise, ma la stesura richiede molto lavoro e disciplina. Di solito la parte più difficile è iniziare un racconto, quando più o meno ho chiaro cosa voglio dire e dove voglio arrivare; una volta partito procedo con ritmo abbastanza serrato, ma non mi impongo termini del tipo "oggi scriverò due ore/cinque pagine".

Ti è capitato che scrivere alcune storie ti facesse stare male, o riesci sempre a mantenere un distacco?

Prosegue...

POPCORNING - Essere felici come quelli seri

by Michela 9. agosto 2011 23.58

Le cavie peruviane, o porcellini d'India, quando sono felici lo dimostrano facendo popcorning: iniziano a saltare a pié pari sulle quattro zampe, saltano per tutta la gabbia, e intanto che saltano gridano: PUII PUII PUIII PUIPUIPUIPUIII!

Più o meno è quel che ho fatto io stamani alle undici, quando un SMS di un amico mi ha avvisato che un microraccontino che avevo mandato per i corti è stato scelto garantendo pubblicazione e accesso alla finale. Dato che ero a metà mattinata lavorativa e non avevo gran libertà di movimento ho imboccato di corsa l'uscita di sicurezza (quella con scritto "WC" sulla porta, per intenderci) e lì dentro ho esultato in silenzio per diversi minuti, dando prova di scarsissima classe ma enorme entusiasmo. Ho aspettato poi l'ora di pranzo per potermi attaccare a Internet e vedere coi miei occhi.

In quei cinque minuti mi sono sentita assolutamente felice: lo sono ancora, me ne andrò in giro con un sorriso idiota in faccia per tutta la settimana, ma quei cinque minuti in bagno appena dopo l'SMS non c'era proprio posto per altro in testa, solo la felicità, che ho capito perché le cavie fanno popcorning, se no scoppiano!

Prosegue...

I CORTI VIVENTI

by Michela 1. luglio 2011 08.11

shortini- 9 giorni alla scadenza del termine per presentare i Corti: tre racconti da 200 caratteri, tre da 900, tre da 1800.

Ma quant'è difficile, più son piccoli più son cattivi accidenti a loro.

Per prima cosa il bando del concorso, reperibile qui.

 

Poi l'articolo del curatore:

http://ilblogdigelo.blogspot.com/2011/06/perche-il-mio-racconto-breve-non-vi.html


Infine qualche dritta su racconti brevi e brevissimi:

http://pennablu.it/scrivere-racconto-di-300-parole/

http://www.socialpost.info/come-scrivere-racconti-brevi-e-perche-3055.html

http://www.stasgawronski.it/flannery2.pdf

http://www.arturorobertazzi.it/2010/10/06/mondi-in-una-pagina/


Scusate per il post fatto solo di link, ma io non sono in grado di dire niente (a parte "AIUTO") sull'argomento.

Vediamo un po' che ne viene fuori...

LEGGERE E SAPER LEGGERE (Manzoni contro Dan Brown)

by Michela 27. febbraio 2011 21.59

Qualche giorno fa Daniele di Penna blu ha concluso un suo articolo con la domanda "perché avete aperto un blog?".

Al momento di rispondergli mi sono ricordata solo uno dei due motivi che mi avevano portata anni fa ad aprire un blog, cioè il bisogno che sentivo di diffondere i libri perché i libri aiutano a pensare.

occhio

In realtà c'era anche un'altra ragione: speravo di diventare io più lucida e più attenta nel capire quello che leggevo, speravo di riuscire ad andare oltre "mi piace" e "che schifo" quando si parlava di libri.

La cosa triste è che in tanti anni ho ottenuto risultati molto scarsi e in modo inconsapevole, non sapevo insegnare a me stessa a ottenere quel che volevo.

E forse questi giorni, finalmente, mi è stata data la soluzione.

In parte la ragione è che quando leggo mi faccio assorbire dal libro: cioè vedo le scene svolgersi, ascolto le voci, provo le emozioni, e dimentico che sto leggendo. Tanto meglio il libro è scritto, quanto più succede questo. È un serpente che si morde la coda: non so cosa cercare, perché quando lo trovo scompare!

Prosegue...


I libri veri, come le persone vere, li riconosciamo senza sbagliare: ciascuno risponde in modo diverso a una fame che la gente si porta dentro, che non uccide come la fame del corpo, ma di sicuro indebolisce gli uomini e li peggiora. Ecco, se hai fame... volevo scrivere il menu.


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