A Perugia mancano tante cose, lo devo ammettere: quello che proprio non manca sono le librerie. Abbiamo tutti i gusti di libreria che puoi pensare: una Feltrinelli bellissima al centro, un paio di Mondadori (niente di che, tengono sempre la musica a palla) e una miriade di librerie grandi e piccole, dell'usato, di fumetti, di magia e occultismo, tutto quello che ti viene in mente. Ieri sera sono stata alla Libreria Grande, dove vado quasi ogni settimana anche solo a fare un giro. Sono sempre avanti: è bellissima come ambiente, poltrone e tavolini per leggere quanto ti pare, e se a Perugia succede qualcosa di speciale dal punto di vista dei libri, puoi star certo che l'hanno fatto loro: sono stati i primi a fare qualche presentazione con gli autori (da noi è una stranezza esotica, eh), e una sera hanno portato un pianoforte nella libreria, e mentre sceglievamo i libri c'era un pianista che suonava là, non so chi fosse, ma era una cosa fantastica.
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eri sera c'è stata la presentazione di "Eldorado", l'ultimo libro di Vladimir Luxuria. Eravamo una settantina di persone, per Perugia è una folla: Luxuria ha parlato del libro, ha raccontato qualche aneddoto, ha letto una pagina (appena riesco metto il video), poi si è messa a parlare dell'omosessualità in generale e di come sia complicato certe volte poter fare anche le cose più semplici, come uscire a cena o a fare una passeggiata, e di come la gente non si faccia mai gli affari propri, anche se l'ha detto in termini molto più eleganti.
In effetti se essere omosessuali è difficile anche nelle grandi città, a Perugia dev'essere un'iradiddio. Girando per Roma mi è capitato di incrociare persone e vedere chiaramente che erano gay, in trentasette anni che giro per Perugia mi è successo forse dieci volte, e parliamo di una città di 150.000 abitanti, a forza di girare presto o tardi li incroci quasi tutti. Ieri sera invece c'erano tante persone chiaramente gay, e un ragazzo ha fatto addirittura una carezza sul braccio a un altro. Mi è venuto da chiedermi, ma tutte queste persone che non ho mai notato prima quanto dovranno faticare e quanta attenzione dovranno metterci per far finta di essere diversi da se stessi ogni santo giorno, e quanto dovrà essere complicato pesare ogni singola parola? (E perché?)
Finita la presentazione, quando l'organizzatrice ha chiesto se c'erano domande, è sceso un silenzio imbarazzato, poi un signore ha fatto una domanda, e molto timidamente ne sono seguite altre due o tre. Luxuria sembrava un po' delusa, ma non credo che si sia resa conto di che risultato è stato: io avrei giurato che nessuno avrebbe spiccicato parola. Al momento di firmare le copie c'erano certi sorrisi da un orecchio all'altro che non ho visto nemmeno alla presentazione del libro di Joe Lansdale a Roma, e un ragazzo è arrivato portando sottobraccio l'opera omnia di Luxuria per farsela firmare: lei gli ha chiesto di aspettare, per fargli delle dediche speciali, e lui s'è messo da una parte tutto felice.
Il libro non l'avrei comperato se non per la presentazione, perché l'ho sfogliato e non mi attraeva molto: invece ne ho preso una copia per me e una da regalare, e con tutto che non mi faccia impazzire Luxuria, questo è stato un gran bel pomeriggio. E c'è poco da fare, quando bisogna far pensare la gente e farla diventare libera ci vogliono i libri, e dimmi se non è vero.