by Michela
5. gennaio 2012 08.00
di Christopher Paolini
Fabbri editore - 803 pagine - 15,90 euro - Acquista
Secondo volume, dopo "Eragon", recensito qualche tempo fa. Continua la storia del ragazzo che divide la sua vita con un drago; i due devono affinare abilità ben più sottili di quelle che portano alla vittoria in una battaglia.
Il gioco intorno a loro si va facendo impegnativo: è chiaro l'obiettivo di Eragon e Saphira, quello di ristabilire l'ordine usurpato dall'imperatore Galbatorix con la violenza e l'inganno e mantenuto con la dittatura. Molto meno chiaro è invece il percorso che permetterà ai due di raggiungere questo obiettivo. Di chi possono fidarsi, e quanto? E loro stessi chi sono, acclamati come eroi, coraggiosi e capaci di azioni quasi eroiche, eppure ingenui e a volte sciocchi come bambini, consapevoli dei loro limiti quanto basta per averne paura ma costretti lo stesso a portare la responsabilità del loro ruolo?
Se "Eragon" era evidentemente un lavoro scritto da un ragazzo di molto talento e acerba esperienza, "Eldest" è un eccellente seguito: l'autore chiaramente è cresciuto insieme al suo protagonista, perché la storia che ha saputo scrivere è eccellente, affilata, logica e rigorosa, e insieme appassionata e piena di dubbi.
Molto bella fra le altre cose la visione generale che traspare dalle lezioni cui assistiamo, durante le quali Eragon impara di più sulla vera natura delle mondo, della magia, della vita: perfettamente accettabile per chi chiede un fantasy in cui la magia non sia semplicemente una scusa per fare "hop" e creare miracoli, ma sia piuttosto un insieme di fenomeni inserito in modo plausibile e concreto nel tessuto di tutta la realtà, con le sue regole e conseguenze e rischi e ripercussioni.
Per finire l'ultima nota di plauso: se nel primo volume si sentiva forte l'influenza di tutti i libri che l'autore ha evidentemente letto e amato e che lo hanno suggestionato, ora solo nei nomi dei luoghi degli elfi si ritrova quest'ombra, mentre la storia prende una sua decisa e personalissima impronta. Bello, bello, bello.