di Hannah Moskowitz
Giunti - 280 pagine - 9,90 Euro
Jonah ha diciassette anni e si sta rompendo, sistematicamente e di proposito, ogni osso che ha in corpo. Uno dopo l'altro. A martellate, buttandosi in una piscina vuota, lanciandosi nel vuoto con lo skateboard.
Jonah deve essere forte, perché è il fratello maggiore.
Jesse ha un anno meno di lui ed è allergico praticamente a tutto: basta un'esposizione minima alla maggior parte degli alimenti e delle fibre tessili per causargli gravi crisi respiratorie, un mese in cui va al pronto soccorso una sola volta è considerato un mese buono.
Will ha quasi un anno, e lo ha passato tutto, ininterrottamente, a piangere. Non accenna a smettere. Jonah rientra in casa e Will piange. Lo prende in braccio e Will piange. Gli prepara da mangiare e Will piange. Pulisce, per evitare pericoli a Jesse, e Will piange...
I genitori fanno del loro meglio per i propri figli: pregano.
Jonah ha l'idea che un osso rotto ricresca più forte, e di qui il passaggio logico è breve. A Naomi, che riprende col telefonino e poi carica tutto su youtube, dice che lo fa per apparire in video, ma lei ci mette poco a capire che non è un problema di notorietà. Sembra che i coetanei capiscano Jonah molto meglio degli adulti, anche di quelli che dovrebbe farlo per mestiere. Il preside fa rinchiudere Jonah in un istituto per tenerlo in osservazione, e se a casa si trovava tra adulti irresponsabili, qui la situazione è anche peggiore: i medici assegnano ai ragazzi non solo il compito di guarirsi reciprocamente, ma anche e soprattutto il peso dei fallimenti altrui.
L'idea è interessante, incuriosisce, ma il libro non è all'altezza. Sono rimasta delusa, avrebbe potuto essere molto più forte: il dolore fisico non ha alcuna correlazione col dolore mentale di Jonah, che sembra sempre allegro e tranquillo intanto che si frattura le dita dei piedi a martellate. Il suo percorso fino al punto di rottura, il lettore deve immaginarlo da solo, con ben pochi indizi a disposizione.
Peccato, è una storia che avrebbe meritato di meglio.