Il Vangelo secondo Biff. Amico d'infanzia di Gesù

by Michela 15. maggio 2012 23.52

di Christopher Moore

LIT - 574 pagine - 12,90 Euro - Acquista

Nutrivo parecchie aspettative su questo libro, e devo dire che le cose importanti ci sono tutte. Quello che speravo di trovare soprattutto, e puntualmente c'era in abbondanza, è il modo di Moore di guardare il mondo: i suoi protagonisti, per quanti guai possano passare, riescono sempre a farsi due risate.

Tanto per essere chiari, Moore fa ammazzare di risate. È acido, è irriverente, nel senso che non prova reverenza per alcunché, e non se ne compiace. Chiama le cose per nome senza una goccia di cinismo. È il re del quasi, dell'inicirca, del meno peggio e del cavarsela per un pelo.

E a proposito di reverenza, in quasi seicento pagine si è divertito a raccontare cos'è successo nei trent'anni che nessun vangelo ti racconta, quelli dall'infanzia di Gesù all'inizio delle predicazioni. Lo fa dal punto di vista di Levi, detto Biff, il migliore amico del ragazzino che è stato Gesù.

Prosegue...

Ragazzo da parete

by Michela 9. maggio 2012 21.57

di Stephen Chbosky

Frassinelli - 272 pagine - 16 Euro - Acquista scontato

Charlie è un ragazzo comune, se una cosa del genere esiste. È un bravo ragazzo, uno che non crea problemi: integrato, sereno, intelligente, con appena un tocco di stranezza ogni tanto. Il suo insegnante di letteratura gli assegna libri al di fuori del programma, e ogni volta che lui ne legge uno se ne innamora e decide che è il suo preferito (almeno fino al successivo).

Sceglie come destinatario delle sue confidenze un ragazzo che neppure conosce, ma che frequenta la sua stessa scuola, perché di lui ha sentito dire dai compagni che è "uno che ascolta e capisce": inizia a scrivergli una serie di lettere a senso unico, che costituiscono il romanzo, nelle quali per un anno esatto gli racconterà avvenimenti e persone della sua vita, ma facendo bene attenzione a che il suo confidente non possa intuire chi gli sta scrivendo e chi sono in realtà le altre persone che nomina.

A quindici anni Charlie ha un candore e una fiducia che sono la sua forza più grande: accetta tutto quel che gli passa davanti agli occhi senza chiedersi quanto ci sia di giusto, partecipando alle vite degli altri intensamente ma in silenzio. È per questo che viene definito un "ragazzo da parete", uno capace di guardare e vedere, ma rimanendo da parte, e che sa trovare il punto di equilibrio fra partecipare e intromettersi: questo atteggiamento gli permette di arrivare ai risvolti più personali delle vite di chi lo circonda, intanto che cerca di trovare il filo della sua.

Nelle sue lettere gli altri appaiono unici e bellissimi. In realtà, se si ha voglia di mettersi a guardare, ci sono indizi per vedere le crepe di quel mondo ideale, la cattiveria e la violenza che rovinano le cose preziose; però la rabbia è sempre del lettore, se la vuole, mai del protagonista. Un piccolo libro con dentro, volendo, molto di più di una storia tranquilla.

Quando dio era un coniglio

by Michela 29. aprile 2012 11.35

di Sara Winman

Mondadori - 337 pagine - 17,50 Euro

Un applauso al genio che ha pensato bene di scrivere nel risvolto di copertina una cosa che, in un libro di 337 pagine, succede a pagina 300.

A parte questo, il libro non è straordinario, ma si legge facilmente, senza lasciare grandi segni. C'è Elly, la protagonista, che racconta in prima persona i suoi anni e i fatti della sua vita, e le persone che la popolano: persone che sembrano straordinarie, viste con gli occhi di una ragazzina, ma quando si cresce scopre che invece erano straordinarie per davvero.

E nella prima parte del libro ci sono gli avvenimenti grandi e piccoli, le cose che Elly e suo fratello e i loro amici fanno e quelle che capitano loro addosso mentre vivono la vita che i gli adulti gli costruiscono intorno.

Questi avvenimenti non sono straordinari né sono raccontati con una forza tale da giustificare un romanzo: si tratta di una preparazione per quello che poi rimarrà davvero e darà senso al libro, la parte in cui i protagonisti ormai adulti rischiano di perdere il senso di sé e di quello che sono, e come invece riescono a tenere tutto insieme.

La loro forza, quello che li fa restare in piedi, è rivedere la propria storia in quella degli altri: i momenti segreti vissuti insieme da bambini, custoditi come un tesoro, mai rivelati a nessuno, e tirati fuori a distanza di vent'anni per ricordare chi sono davvero e come lo sono diventati.

E soprattutto, poter condividere quei momenti con chi c'era e li ha visti allo stesso modo: suo fratello Joe, Charlie, l'amica Jenny Penny, bambini quando Elly era bambina e adulti ora con lei. Rivedere le stesse cose e scoprire che hanno lo stesso valore e lo stesso significato per qualcun altro è una fonte di forza che sanno usare per resistere e rimanere se stessi di fronte al peggio, e non farsene schiacciare.

Scherziamo sulle cose serie, per favore

by Michela 29. aprile 2012 10.38

Più di un mese dall'ultimo post serio, brava Michela.

Non vengo a dire che mi dispiace, perché non è vero: però mi dispiace perché ho dato la sensazione di non esserci, e non mi ero resa conto fino a che punto.

Non ho smesso solo di aggiornare il blog, ma sono anche sparita da facebook e non ho più lasciato commenti nei blog altrui. L'ho fatto un po' alla volta e non avevo realizzato: nella mia testa pensavo "se serve ci sono sempre le email", però non è vero, e poi alla fine ho lasciato indietro perfino quelle, in certi casi.

Anche se conversare nei blog è cosa che aborro (bella 'sta parola), però non dare segno di vita significa far passare il messaggio che non ci sono per nessuno.

È vero che gli amici sono quelle persone con cui puoi andare a mangiare la pizza, che sai come guidano e come gli stanno le magliette blu: però le persone che frequenti in rete sono persone vere, e il rapporto con loro è vero e importante, e non si ha il diritto di piantarli lì da un giorno all'altro.

Sono qui, ci sono. "Ho da fare", come si dice quando si deve riordinare casa o preparare una spedizione in Nuova Guinea: ho un progetto importante che sto cercando di realizzare, e devo stare concentrata, ecco dov'ero andata.

Fra l'altro ho letto solo schifezze o libri per bambini nell'ultimo mese, quindi pure volendo non avevo recensioni da mettere. Beh potevo fare quel post sul bookcrossing bar, o quello sulle bustine di zucchero dell'autogrill... Uff.

Ci sono, sono qui.

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Generale


I libri veri, come le persone vere, li riconosciamo senza sbagliare: ciascuno risponde in modo diverso a una fame che la gente si porta dentro, che non uccide come la fame del corpo, ma di sicuro indebolisce gli uomini e li peggiora. Ecco, se hai fame... volevo scrivere il menu.


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